Gli imprenditori ed i manager hanno molti strumenti per elaborare la propria strategia, per realizzarla e per monitorarne l’andamento, comunicando con i propri collaboratori, con i propri azionisti e con l’esterno (i cosiddetti stakeholder).

Il verbo “comunicare” va inteso sia come semplice diffusione di una notizia – alle banche, alla comunità, ai soci – sia come azione complessa ed organizzata che distribuisce cultura ed obiettivi lungo l’organizzazione, anche se ai collaboratori viene poi assegnata una certa autonomia nel raggiungimento dei gol.

Dicevamo che gli imprenditori ed i manager hanno molti strumenti a disposizione, forse troppi, e molti si assomigliano e richiamano gli stessi principi e concetti: flessibilità, adattabilità, attenzione al valore e lotta allo spreco, efficienza, orientamento al cliente ed ai bisogni, customer experience, esercizio della delega e tanto altro.

Alcuni di essi hanno nomi altisonanti e le PMI non li adottano ritenendoli adatti alle “Grandi”.

Da parte mia lo ritengo un comportamento da evitare, perché in realtà questi sono strumenti molto pratici: la chiave sta nel comprendere i principi base e le metodologie per poi adattarli alla propria realtà aziendale ed al relativo livello “culturale”.

Ribadisco che ciò che conta è riuscire ad adattare la teoria alla realtà in cui di volta in volta dobbiamo agire e prendere decisioni.

Nella prossima tabella elenco metodologie ed un mio breve commento ad esse, lasciando a voi lettori il desiderio di approfondirle, confidando che in rete troverete moltissime fonti e documenti di studio.

Nel commento alla metodologia non esprimo giudizi né positivi né negativi, ma solo l’utilità che percepisco nel concreto dall’utilizzo di questi strumenti.

Ho elencato i principali metodi, escludendone alcuni che ritengo basici come il piano industriale, il budget, il forecasting ed il controllo di gestione.

METODOLOGIABREVE COMMENTO
BUSINESS MODEL CANVASLo uso tantissimo per aiutare l’imprenditore ad avere la visione di insieme della sua azienda, del mercato in cui opera, dei bisogni dei clienti e delle correlazioni interno/interno ed interno/esterno. A sua volta il BMC adotta vari template di riferimento per approfondire la relazione con il cliente, la segmentazione delle buyer personas, i bisogni da soddisfare, gli ostacoli/rischi da affrontare, ecc. E’ uno strumento formidabile con cui creare o adattare la strategia, mettendo in correlazione tutte le aree aziendali.
BALANCED SCORE CARDStrumento estremamente operativo e concreto per diffondere a cascata la strategia e la cultura aziendale. Osservare l’azienda dalle 4 prospettive – cliente, processi interni, economico-finanziaria e di crescita/formazione – permette di creare obiettivi (fattori critici di successo) molto concreti e pertinenti. Strumento che collega in modo operativo l’intera organizzazione a “quello che ha in testa” il vertice aziendale. Gli obiettivi cambiano a seconda che siano della Direzione, di funzione, di reparto, di team o individuali.
OKRsStrumento utile per definire obiettivi (pochi, precisi e sfidanti) in modo estremamente veloce. Indica anche cosa bisogna fare per raggiungere l’obiettivo e ne misura costantemente il raggiungimento. Uno strumento alla portata di tutti per la sua facilità di adozione. Prevede trasparenza, allineamento e condivisione del lavoro da fare. Estremamente efficace per per stabilire priorità e assegnare responsabilità all’interno del team.
SCRUM Del framework Scrum apprezzo la possibilità di creare un ambiente protetto, con ruoli chiari, compiti ben definiti e obiettivi condivisi. Tutto il team è orientato al bisogno del cliente e la risorsa tempo è gestita tramite gli sprint. Al termine di ogni sprint deve essere consegnato un “pezzo” di quanto richiesto dal cliente e supervisionato da un “facilitatore”. Dunque, il complessivo divenire – gestito tramite priorità – di questi “pezzi” danno l’outcome. In un contesto estremamente variabile, l’errore o la devianza sono all’ordine del giorno, tanto vale frazionare il tutto in sprint in modo da rilevare la discrepanza il prima possibile e rimediare velocemente.
SWOT / PESTELUn classico mai datato. L’analisi SWOT – o la PESTEL nei contesti più evoluti – è ancora uno degli strumenti di pianificazione strategica più semplici ed efficaci da usare per chiarirsi le idee sulla possibilità di successo di un prodotto o di un business. Ha il pregio di considerare al tempo stesso fattori endogeni (i punti di forza e di debolezza) ed i fattori esogeni all’azienda (le minacce e le opportunità). Con un foglio A5 suddiviso in quattro aree si possono eseguire dei brainstorming “cross-funzionali” veramente epici.
BUSINESS PROCESS MANAGEMENT (reengineering o improvement)Il BPM è l’analisi ed il “fare” che entrano nel “cuore produttivo” dell’azienda, con l’obiettivo di migliorare o ripensare i processi, aumentando le performance (lead time corti, riduzione costi e sprechi, aumento vendite, perfezionamento customer care, ecc.). Quanti sono gli strumenti a disposizione del BPM? Tantissimi, alcuni possono essere usati anche simultaneamente, tanti hanno molti principi in comune: Lean con tutte le relative tecniche ed evoluzioni, Six Sigma, TQM, TOC e tanti tanti altri in continuo sviluppo. In questa analisi c’è il coinvolgimento di tutto il personale aziendale e dei partner di O.group tra cui ingegneri ed informatici.
ANALISI DI CLIMA E BENESSERE ORGANIZZATIVOParto da una premessa, banale se volete, ma necessaria. Le persone soddisfatte, coinvolte e premiate – non solo con denaro – restituiscono fedeltà e produttività. Quindi, da un lato questo tipo di analisi ci permette di migliorare la relazione tra azienda ed i suoi collaboratori quando vi sono tensioni o insoddisfazioni, dall’altro ci permette di valutare la fattibilità di alcuni interventi o meglio il grado di difficoltà o di successo in funzione del clima aziendale. Un’ultima osservazione: fare un’analisi di clima fine a se stessa serve a poco, anzi crea delle aspettative poi deluse se non si risolvono le difficoltà emerse e non si esaltano i punti di forza.

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